Tu sei qui

Il dibattito: I corsi MOOC, un argomento controverso

[liberamente adattato dalla sintesi di Alasdair MacKinnon]

OEB2013 - Sala conferenze durante la plenariaQuello dei MOOC è un argomento controverso - soprattutto per un pubblico di professionisti dell'e-learning, persone che incontrano ogni giorno il fenomeno MOOC nella loro attività.

I relatori di questo tema sono stati: Pierre Dillenbourg (Direttore accademico del Centro per l'Educazione Digitale), Johannes Heinlein (Directore Senior di Partnerships Strategiche in EDX), Crispin Weston (Blogger radicale) e Gianpietro Petriglieri (Professore Associato di INSEAD di Comportamento organizzativo). Tutti hanno avuto il loro bel da fare per convincere un pubblico di MOOC-ofili che l'innovazione salutata come il futuro dell'istruzione è di fatto destinata al fallimento. Una prima indagine sommaria suggerisce infatti che la maggioranza dei partecipanti è piuttosto contraria alle tesi presentate dai relatori.

OEB2013 - Sala conferenze plenarieCrispin Weston ha aperto il suo intervento confrontando i MOOC alla gioielleria di Ratner - un fornitore di ornamenti di cattivo gusto che è stato quasi spazzato via quando il suo fondatore ha detto alla gente (cosa che già sapevano), che l'unica ragione per cui i loro gioielli non erano costosi era perché erano "una schifezza totale, più economici di un sandwich di maionese e gamberi di Marks & Spencer, ma probabilmente non sarebbe durati così a lungo" . Weston aveva una buona ragione per questo paragone: solo pochi giorni prima Sebastian Thrun, fondatore di Udacity, aveva ammesso in un'intervista che nei MOOC "...abbiamo un prodotto scadente...".

Dopo questa forte apertura, Weston ha continuato ad esaminare più da vicino i principi pedagogici. I MOOC, ha detto, si basano su "reti della conoscenza", forum online e piattaforme sociali interattive che affiancano le classi virtuali dei MOOC in cui, si spera, si verifichi il vero apprendimento. Ma i social network non ispirano il tipo di creatività che è caratteristico dell'insegnamento: "la saggezza della folla" richiede un tipo di interazione consensuale che è l'esatto opposto del pensiero indipendente.

Ha quindi spiegato che l'unico tipo di educazione che si è rivelata vincente per ispirare indipendenza è quella che segue la tradizione socratica di "sforzi mentali sottoposti a critica". Per dimostrare che c'è una domanda per questa forma di educazione, ha citato il fatto che il 40 % degli alunni delle scuole statali di Londra seguono lezioni private. Il motivo per cui i MOOC sono condannati, ha concluso, è che andando direttamente al livello di massa hanno abbandonato l'unica modalità educativa che funziona.

Perre DillenbourgÈ toccato a Pierre Dillenbourg contrastare le argomentazioni di Weston. Intuendo il sostegno del pubblico, ha sollevato qualche risata con un attacco diretto al suo interlocutore: "Bene, ha detto, Io non sono un blogger, non vengo pagato per ripetere quello che Sebastian Thrun ha detto la settimana scorsa". Ma, ha poi ammesso, i MOOC hanno problemi. E cosa fare se hai problemi con qualcosa considerato da tutti così buono come i MOOC? Per rispondere a questa domanda, Dillenbourg ha scelto di trasportare idealmente il pubblico nel paese della Svizzera dove lavora, e di immaginarsi seduti a Zermatt, ai piedi del Cervino, e chiedere loro:"Che cosa vuoi fare? Andare a fare shopping a Zermatt, o accettare la sfida e scalare la montagna? La montagna più bella del mondo ?".

Nel corso del suo intervento ha anche espresso perplessità per il modo in cui le statistiche di completamento dei MOOC sono compilate: sottolineando che, in primo luogo, il motivo per cui molti studenti non completano il loro corso è che in realtà non hanno mai iniziato per davvero: hanno semplicemente approfittato dell'occasione offerta loro di fare shopping gratuito in giro per i MOOC scegliendo il corso che sembrava più interessante.

Giampietro PetriglieriGianpietro Petriglieri è quindi intervenuto con l'idea di smantellare la "potente favola [dei MOOC]”, gestita da persone potenti che non conoscono di meglio". I MOOC sono un'illusione affascinante, ha detto, che attraggono proprio perchè la loro promessa di accesso è proprio quello: un'illusione. Purtroppo, ha sottolineato, gli studenti tipici dei MOOC non sono quegli svantaggiati a cui loro sostengono di dare accesso: "il tipico studente dei MOOC assomiglia a tutti noi su questo palco: hanno già una laurea e stanno cercando di continuare la loro formazione in un direzione specifica." È stato difficile non pensare che l'opposizione a questa tesi fosse un po' a disagio .

Ma il disagio maggiore doveva venire però più tardi, quando si rivelò con generale sorpresa che dei quattro oratori solo Johannes Heinlein aveva mai completato un MOOC. Petriglieri frettolosamente ha difeso i suoi compagni di dibattito, criticando l'atteggiamento pericoloso di chi sostiene che solo quelli con coinvolgimento diretto in un argomento sono autorizzati a prendere parte alla discussione su di esso.

Johannes Heinlein ha preso quindi per ultimo la parola con gusto retorico. In piedi, ha strappato i suoi appunti, e ha proceduto ad una decostruzione combattiva delle scelte del panel. Ha sottolineato un aspetto visivo, per cui coloro che si opponevano alle tesi fin lì dichiarate contro i MOOC portavano camicie aperte, mentre coloro a favore di quelle tesi portava la cravatta: un chiaro segno dei loro atteggiamenti tradizionalisti. A questo Petriglieri ribattè che i propositori stavano "non solo per ciò che funziona, ma anche per ciò che è bello".

L'argomentazione di Heinlein, quando entrò nel merito, fu che i MOOC sono un sistema di auto-miglioramento: attualmente, nella fase iniziale, essi sono naturalmente imperfetti, ma dopo che è stata utilizzata l'analisi dei dati per migliorare i corsi, promuovere il coinvolgimento e, a loro volta produrre più dati per l'analisi, i risultati saranno legati a un feedback positivo, che guiderà il loro continuo miglioramento.

OEB2013 - Il dibattito in plenariaLa partecipazione diretta del pubblico è continuata per tutto il dibattito, e quando la mozione è stata dichiarata si sono espresse molte opinioni notevoli. Uno del pubblico, dichiarandosi come un "pesante fruitore di MOOC", ha paragonato gli aficionados dei MOOC e il mondo accademico ad una coppia sull'orlo della rottura. Uno degli oratori principali, il Prof. Mitchell Stevens, è intervenuto con la apparente determinazione di portare il dibattito su un piano del tutto nuovo: chiedersi se i MOOC sono condannati a causa del loro modello tradizionale, non equivale a dire che la stessa idea di "corso", o l'offerta educativa nella sua totalità è condannata?

Crispin Weston, in sintesi, ha individuato alcuni punti in cui pensava che si fosse raggiunto un accordo: forse ciò che è sbagliato, ha detto, non è il corso online in sé, ma il modo con cui è stato venduto, come una panacea educativa. Ma alla fine, le argomentazioni dei propositori non combinavano con la convinzione diffusa e il potente fascino dei MOOC che era chiaramente presente tra il pubblico. Come Pierre Dillenbourg ha ammesso: "non c' è un'opzione possibile".

La mozione è stata clamorosamente sconfitta.

Per chi fosse interessato a sapere di più da Pierre Dillenbourg su questo argomento affascinante - EMOOCs 2014 è il posto dove andare. Il convegno, il 2° Vertice europeo delle parti interessate ai MOOC, ha quattro tracce di discussione: le politiche, l'esperienza, la ricerca e le imprese. Il suo obiettivo è quello di sviluppare sinergie tra le università europee intorno a temi come la valutazione degli studenti, l'accreditamento dei MOOC, le piattaforme di interoperabilità e le iniziative di ricerca comuni. Si svolge dal 10-12 febbraio a Losanna, in Svizzera.

Master Tutor on line

Diventa un Tutor Online, sviluppa nuova professionalità per intraprendere il mestiere del tutor online, apri nuove possibilità di lavoro al tuo futuro nei diversi contesti della rete.

Università Telematica Pegaso

Copyright © Online Educa Berlin

Articoli e immagini tratti da materiale con Copyright © di Online Educa Berlin

Redazione di Valerio Giacomantonio

Abbonati (gratis) ad iGeL

Perchè abbonarsi ad iGeL

iGeL Il Giornale dell'eLearning è disponibile per tutti sul web, per sua politica.

Abbonandoti ad iGeL però godrai di alcuni vantaggi:

  • sarai inserito nell'indirizzario permanente al quale viene inviata la newsletter ad ogni uscita del giornale
  • potrai scaricare ogni numero della rivista o singoli articoli in formato PDF
  • avrai accesso all'area commenti dove per ogni articolo potrai inserire il tuo commento, partecipando ad un dibattito specializzato
  • avrai accesso al forum generale di discussione, al quale partecipano nomi di rilevo del settore eLearning

Per abbonarti clicca qui "Crea nuovo profilo"