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Ma i MOOC sono destinati a fallire?

Marcello Giacomantonio - Direttore di iGeLdi Marcello Giacomantonio

A questa ultima edizione di Online Educa Berlin (OEB) dicembre 2013, molti i temi affrontati sia nelle plenarie che nelle comunicazioni tematiche. Fra questi abbiamo preferito estrapolare un unico tema, quello dedicato ai corsi MOOC (Massive Open Online Courseware) per il dibattito vivo che circonda questo fenomeno, per il contributo interessante dato alle prospettive di sviluppo dell'eLearning stesso, nella formazione superiore e non solo. È anche nostra impressione infatti che la partecipazione “entusiasta” e comunque di grande massa che i corsi MOOC hanno suscitato debba essere sottoposta ad una analisi approfondita.

OEB2013 - Ingresso alla conferenza all'hotel IntercontinentalAndiamo a vedere come stanno operando alcune delle organizzazioni MOOC più note, per esempio Coursera (www.coursera.org) una start-up che in meno di 2 anni ha raccolto 6 milioni di iscritti da tutto il mondo, facendo accordi di pubblicazione di corsi con oltre 100 università e circa 600 corsi online disponibili gratuitamente a catalogo. Certo il “modello di business” su cui operano i corsi MOOC è assai interessante: offrire corsi brevi (alcune settimane con uno studio di alcune ore a settimana), su tutte le tematiche disponibili nei programmi delle università convenzionate, tratti da moduli degli insegnamenti in atto, e distribuirli gratis a tutto il mondo, con l'intento di fornire insegnamenti prestigiosi anche a chi risiede negli angoli più remoti della terra e mai si potrebbe permettere di accedere ad un corso di una università prestigiosa. Ad ogni corso ci si può iscrivere gratuitamente ed al temine viene consegnato un attestato, senza riconoscimento di crediti universitari.

Un catalogo ricco che va dalla finanza al diritto costituzionale, alla musica classica, alla meccanica quantistica e alla teoria della relatività. “Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai avuto il coraggio di chiedere”.

Una grande operazione culturale che investe potenzialmente tutto il pianeta e crea un precedente importante nella diffusione libera della cultura scientifica, che offre sulla rete contenuti di alto prestigio e qualità.

Ma il punto vero della questione è forse un altro: questa grande operazione di promozione può diventare un modello per l'istruzione superiore, o è destinata a rimanere “solo” una operazione culturale? Una sorta di università della terza età estesa in modo gratuito a livello mondiale? Un contesto dove molti si iscrivono, ma non sappiamo poi quanti realmente seguano i corsi e quanti li completino?

Diciamo subito che avendo seguito di persona tuttOEB2013 - Conferenza plenariao il dibattito, avendo soppesato gli interventi, ne abbiamo tratto una impressione un pò strana, quasi che chi si fosse lanciato nella attivazione di un corso MOOC, non provenisse dalla formazione online, ma direttamente dalla formazione faccia a faccia, in presenza. Non ci si spiega se no come sia possibile che in tutto il dibattito, si sia arrivati a rilevare la difficoltà dello "studio solitario", nel confronto con il poter avere un bravo docente in aula, e non si sia mai pensato al ruolo fondamentale di un "tutor online", figura professionale che chi opera nell'e-learning da anni, ha sempre considerato stretegica per il successo di un corso e-learning.

E aggiungiamo anche un parere. Come sempre, di fronte ai nuovi sviluppi delle tecnologie per l'apprendimento, assumiamo un atteggiamento di cauto ottimismo, nè con gli apocalittici, nè con gli integrati. È necessario rilevare i vantaggi dei processi e delle metodologie proposte, mettendo in luce i molti difetti che una modalità nascente si porta sempre al seguito.

La sfida è comunque intrigante. Anche in un campo così personalizzato come l'insegnamento/apprendimento, dove i modelli non sono poi così facilmente trasferibili fuori dal contesto in cui sono nati, vale la pena di raccoglierla. Per questo iGeL ha seguito il dibattito sui MOOC sviluppatosi durante l'evento e-learning più rilevante a livello mondiale, ha interrogato i relatori, i testimoni privilegiati, oltre a raccogliere e vagliare tutta la documentazione messa a disposizione dall'ufficio stampa dalla organizzazione di OEB2013, che ringraziamo per la preziosa collaborazione.

Riportiamo in questo numero sia brevi articoli prodotti da alcuni attenti studiosi che hanno partecipato al convengo, sia la sintesi di alcuni interventi più significativi delle plenarie. Ci auguriamo che questo dia un contributo sostanzioso a meglio comprendere il dibattito, rimandando alla pubblicazione dei documenti ufficiali sul portale di OEB13, per coloro che volessero un quadro più completo ed approfondito.

Tutti i diritti dei testi originali (che possono anche non collimare perfettamente con le nostre traduzioni in italiano) sono della organizzazione di Online Educa Berlin e dei singoli autori per la proprietà intellettuale, così come le immagini. Per tutti cercheremo sempre di riportare i riferimenti dovuti. Per ogni approfondimento rimandiamo al sito originale della manifestazione, di Online Educa Berlin che in questo 2014 celebrerà il suo 20° compleanno.

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Redazione di Valerio Giacomantonio

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