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Nasce "Il Giornale dell'eLearning"

I primi di giugno del 2007 esce il n°1 di iGeL ponendosi alcuni obiettivi chiave nel panorama nazionale

La nascita di un giornale in un settore così specialistico come l'eLearning e in un panorama di quasi totale assenza di strumenti di informazione potrebbe anche non richiedere una dichiarazione esplicita di obiettivi, e invece noi alcuni obiettivi li vogliamo dichiarare.

Innanzitutto il giornale nasce mantenendo il ruolo di divulgazione che in questi sette anni hanno accompagnato il lavoro del Club WBT. Un lavoro che è stato premiato oltre ogni aspettativa, sempre avendo chiaro il settore ed il nostro target. Nel primo articolo di questo numero "Un eLearning tutto italiano" (mg) si traccia un quadro non proprio entusiasmante, ma anche con elementi di rilancio che fanno in qualche modo sperare in bene.

Poi, sempre ispirandoci all'analisi condotta nell'articolo, il giornale si vuole porre come interlocutore dei professional che operano nelle aziende, mettendo a loro disposizione uno strumento di riflessione ma anche di aggiornamento professionale. Il Giornale dell'eLearning (iGeL per gli amici) infatti si presenta subito come uno strumento multicanale, un giornale via web ufficialmente registrato, un sito con materiali e documenti di approfondimento, un'area riservata per poter prelevare tutti i numeri arretrati ma poter anche fruire di materiali e strumenti dedicati, un'area corsi per sperimentare direttamente i servizi di eLearning di cui molto parliamo, e infine la possibilità di uno strumento di raccolta su carta dei migliori contributi online che possa prevedere un paio di numeri annuali, ma su questo torneremo.

Quindi iGeL vuole essere interlocutore privilegiato dell'eLearning universitario, grazie al legame con il CERTE (centro Ricerca e Sviluppo per le Tecnologie dell'E-learning) di Omniacom.org, alle università con cui questi collabora (in prima linea con Università di Ferrara e Padova). A nostro avviso l'eLearning universitario ha una mission a cui rispondere. Da una ricerca della CRUI (Conferenza dei Rettori Universitari Italiani) risulta che nel nostro paese i laureati sono solo l'11,5% molto meno della maggior parte di molti paesi UE. Questo vuol dire che molti in Italia hanno perso il treno dello studio nell'età della carriera scolare. I dati dell'osservatorio Omniacom (in corso di pubblicazione) dicono che solo il 20% circa degli studenti delle lauree online sono in età "scolare" (da 19 a 22 anni) mentre l'80% sono più grandi e lavorano. È importante quindi che le università prendano coscienza di questo dato e sappiano mettere in campo modelli di eLearning efficaci per chi lavora.

Ancora iGeL vuole lavorare con i testimoni privilegiati della Pubblica amministrazione, perché l'intuizione che l'eLearning fosse il canale privilegiato della formazione per l'eGovernment non cada nel vuoto regredendo ad una fase pre-tecnologica. Saper studiare in eLearning può infatti voler dire quasi automaticamente saper lavorare per l'eGovernment.

Infine "last but not least", iGeL vuole rappresentare anche un punto di riferimento per la scuola e la formazione professionale. Uno strumento che serva agli insegnanti per poter far circolare l'informazione sulle proprie iniziative, per favorire il confronto, per innalzare la qualità degli apporti dell'eLearning alle attività scolastiche, convinti come siamo che nella scuola oggi la formula più adeguata è quella dell'aLearning, cioè di un "technology assisted learning" che non è ancora neppure un blended, ma solo la possibilità di fornire agli studenti servizi di supporto, per il recupero, per l'approfondimento, per uscire quando possibile dall'isolamento. Mentre per gli insegnanti eLearning (questa volta nella formula anche più completa) può essere un'opportunità di formazione ed aggiornamento continuo.

Ma ora avviamo il giornale, su questi temi avremo modo e ampio spazio per tornare.