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Interoperabilità dei software delle L.I.M.

Andrea Principi
Istituto Comprensivo Novelli Natalucci
Parole 2.054 – 14.500 caratteri
(andrea.principi.ancona@gmail.com)

ABSTRACT
Le L.I.M  sono ormai delle T.I.C.  diffuse ed utilizzate quotidianamente in quasi tutte le tipologie di scuole italiane. La diffusione delle L.I.M. è rallentata solo dai loro costi, sia iniziali che di esercizio, che per i nostri istituti scolastici rappresentano una consistente parte del bilancio. L’utilizzo delle L.I.M. ha avuto molto successo perché indubbiamente sono delle T.I.C. estremamente versatili dal punto di vista dell’insegnamento-apprendimento. Soprattutto la loro versatilità consente di aiutare l'insegnamento-apprendimento di alunni con specifiche  problematiche d'apprendimento. Come tutte le tecnologie, le L.I.M. hanno diversi punti critici, sia dal lato hardware che da quello software, che sarebbe bene conoscere. In questa sede si discuterà di un problema generale, cioè ascrivibile a tutti i modelli di L.I.M., che consiste nella mancanza di un formato unico con il quale salvare i vari file prodotti con e per le L.I.M. e più in generale della necessità  di un software omogeneo di comando.  Ciò fa scaturire un problema d’interoperabilità tra le diverse marche di L.I.M. presenti nel mercato.

Curriculum vitae
Andrea Principi è un ingegnere meccanico (energetico), esperto d'informatica, con particolare riguardo alle TIC per gli istituti scolastici, dei sistemi operativi Apple e del software Open Source. Attualmente insegna nell'istituto comprensivo Novelli Natalucci di Ancona dove riveste da diversi anni la funzione strumentale media e tecnologie e dove in passato è stato web engeneer per il sito dell'istituto.

 

 

 

 

1. Lo stato dell’arte dei software delle L.I.M.
Prevalentemente sono utilizzati nelle scuole italiani i seguenti software di L.I.M.:
• StarBoard.
• Interwrite Workspace.
• Smart Notebook.
Sono tutti software proprietari che, più o meno, hanno caratteristiche comuni di utilizzo; gli insegnanti spesso prediligono l’uno piuttosto che l’altro a seconda delle proprie preferenze e  esperienze; in  questa sede non s’intende fare una classifica delle loro specifiche peculiarità.                                      Il software StarBoard salva file nei seguenti formati:
• File StarBoard software con estensione .yar.
• File HTML con estensione .html.
• File PDF con estensione .pdf.
• PowerPoint files con estensione .ppt.
Il software Interwrite Workspace salva file nei seguenti formati:
• File Interwrite Workspace con estensione .gwb.
• File HTML con estensione .html.
• File PDF con estensione .pdf.
• PowerPoint files con estensione .ppt.
• File Microsoft Word con estensione .doc.
• File Windows Bitmap con estensione .bmp.
• Altri diversi formati immagine come JPG, GIF, TIFF, PNG con le rispettive estensioni.
Il software Smart Notebook salva nei seguenti formati:
• File Smart Notebook con estensione .xbk.
• File HTML con estensione .html.
• File PDF con estensione .pdf.
• PowerPoint files con estensione .ppt.
• File Microsoft Word con estensione .doc.
• File Windows Bitmap con estensione .bmp.
• Altri diversi formati immagine come JPG, GIF, TIFF, PNG con le rispettive estensioni.
Non si è dato volutamente un elenco perfettamente completo, anche perché con gli upgrade di software, qualche volta, vengono aggiunti altri formati, oppure vengono messi a disposizione dei plug-in per esportare in altri formati. Tutti i diversi software salvano automaticamente nei formati evidenziati in grassetto che sono i formati proprietari. Questi formati sono gli unici che garantiscono la completa modificabilità e originalità del lavoro che è stato fatto. Gli altri formati o sono completamente immodificabili, come i diversi formati immagine o PDF, oppure lo sono in maniera da perdere molte delle caratteristiche originali del file sul quale si è lavorato. Nella migliore delle ipotesi, quando si esporta in un file diverso da quello di default si ha un file “morto” che può  essere visionato e modificato dal rispettivo software di appartenenza ma non più da quello di default. Alcune delle società che mettono a disposizione questi software proprietari chiusi pongono nei file di salvataggio anche dei file denominati formato comune, per esempio estensione .cff; in questo caso il problema è che non esiste un formato comune di salvataggio presente nei diversi software, pertanto sarebbe improprio parlare di "formato comune". In uno stesso istituto scolastico convivono spesso diversi sistemi hardware e connessi software di L.I.M. Questo significa che quando un docente insegna nelle diverse classi trova L.I.M. e software diversi.

2. Il problema dell’interoperabilità delle L.I.M.
Per quanto sintetizzato nel precedente paragrafo, si evince che se un docente ha preparato un lavoro su uno dei software di default, che, si ricorda, sono gli unici a garantire l’originalità e la modificabilità, e poi va in una classe con un altro sistema L.I.M. hardware-software non potrà mostrare agli alunni il contenuto della lezione. Potrebbe aver previsto di salvare il file con un formato comune, prassi normalmente eseguita, come ad esempio un PDF, ma in tal caso potrà solo mostrare la lezione senza poterla modificare, esigenza che invece è frequente, considerata la diversa tipologia di classi.                                                              Un altro problema connesso è che la maggioranza degli insegnanti non ha quella flessibilità di competenza informatica per passare da una L.I.M. ad un’altra diversa. La conseguenza di questi problemi è che molti docenti usano la L.I.M. come usavano la vecchia lavagna, cioè meramente per scrivere. In tal modo non si giustificano gli sforzi finanziari, di organizzazione e di aggiornamento delle scuole per dotarsi di L.I.M.

3. Una possibile soluzione al problema dell’interoperabilità delle L.I.M.
Una risposta al problema posto viene dal mondo Open Source e non poteva essere diversamente. Ma prima di esporre tale proposta è il caso di riportare una celebre dichiarazione di Richard Stallman che rimane sempre attuale ed attinente:
“Esistono motivazioni generali perché tutti gli utenti informatici debbano insistere con il software libero: esso offre agli utenti la libertà di poter controllare il proprio computer; con il software proprietario il computer fa quanto stabilito dal proprietario del software, non quel che vuole l'utente. Il software libero offre inoltre agli utenti la libertà di poter collaborare tra loro. Queste caratteristiche si applicano alla scuola come a qualsiasi altro soggetto. Lo scopo di questo articolo è di evidenziare le caratteristiche che si applicano in modo specifico al settore dell'istruzione. In tutte le attività legate all'istruzione, come le scuole, deve esserci l'obbligo morale di insegnare solo software libero. Ecco i motivi. Primo, il software libero consente alle scuole di risparmiare. Il software libero offre agli istituti scolastici, come ad ogni altro utente, la libertà di copiare e ridistribuire il software, di conseguenza il sistema didattico può farne copie per tutti i computer di tutte le scuole. Nei paesi poveri, ciò può contribuire a colmare il divario digitale. Quest'ovvia motivazione, pur se importante nella pratica, è alquanto superficiale. E gli sviluppatori di software proprietario possono eliminare questo svantaggio donandone delle copie alle scuole. (Attenzione! Una scuola che accetti simili offerte potrebbe ritrovarsi a dover pagare per i successivi aggiornamenti). Passiamo quindi a considerare le motivazioni più profonde. La scuola ha una missione sociale: insegnare a chi studia a diventare cittadino di una società forte, capace, indipendente, collaborativa e libera. Dovrebbe promuovere l'uso del software libero così come promuove il riciclaggio. Se la scuola insegna l'uso del software libero, gli studenti tenderanno ad usarlo anche dopo aver conseguito il diploma. Ciò aiuterà la società nel suo insieme ad evitare di essere dominata (e imbrogliata) dalle multinazionali. Quel che la scuola dovrebbe evitare di fare è insegnare la dipendenza. Le multinazionali offrono alle scuole dei campioni gratuiti per lo stesso motivo per cui le aziende produttrici di tabacco distribuiscono sigarette gratis: creare dipendenza nei giovani . Una volta che gli studenti saranno diventati adulti, queste aziende non offriranno loro più alcuno sconto. Il software libero consente a chi studia di poter imparare il funzionamento di un programma. Alcuni studenti, quando diventano adolescenti, vogliono imparare tutto quanto c'è da sapere riguardo al computer e al software. Sono animati dalla fervida curiosità di leggere il codice sorgente dei programmi che usano ogni giorno. Per imparare a scrivere del buon software, gli studenti devono poterne leggere e scrivere una grande quantità. Hanno bisogno di leggere e comprendere programmi reali, di uso concreto. Solo il software libero permette questo. Il software proprietario ne respinge la sete di conoscenza; dice loro: "La conoscenza che stai cercando è un segreto: vietato imparare!" Il software libero incoraggia tutti ad imparare. La comunità del software libero rifiuta "il sacerdozio della tecnologia", secondo cui il grande pubblico va tenuto nell'ignoranza sul funzionamento della tecnologia; noi incoraggiamo gli studenti di ogni età e situazione a leggere il codice sorgente e ad imparare tutto quello che vogliono sapere. La più profonda motivazione in sostegno all'utilizzo del software libero nella scuola è per la formazione morale. Dalla scuola ci si aspetta l'insegnamento di fatti fondamentali e di capacità utili, ma ciò non ne esaurisce il compito. Missione fondamentale della scuola è quella di insegnare a essere cittadini coscienziosi e buoni vicini, e quindi anche ad aiutare gli altri. In campo informatico ciò significa insegnare la condivisione del software. Le scuole, a cominciare dalle elementari, dovrebbero dire ai ragazzi: “Se porti a scuola del software devi dividerlo con gli altri bambini. E devi mostrare il codice sorgente ai compagni, se qualcuno vuole imparare.” Naturalmente la scuola deve praticare quanto predica: agli studenti dovrebbe essere consentito copiare, portare a casa e ridistribuire ulteriormente tutto il software installato all'interno dell'istituto. Insegnare a chi studia l'uso del software libero, e a far parte della comunità del software libero, è una lezione di educazione civica sul campo. Ciò insegna inoltre il modello del servizio pubblico anziché quello dei potentati. Il software libero dovrebbe essere usato in scuole di ogni ordine e grado”.
Esistono due possibilità concrete di risolvere tale problema di natura didattico-tecnologica. Usare il software open source Open Sankoré oppure l’ambiente software WiildOs che in realtà è un sistema operativo Linux portabile orientato per l’utilizzo delle L.I.M. In questa sede ci si sofferma sul software Open Sankoré che è di più facile operabilità in quanto è multi-piattaforma - agisce quindi in sistemi operativi Apple, Linux e Windows – ed è facilmente installabile. L’ambiente WiildOs è più macchinoso nell’uso perché necessita ogni volta di una memoria usb flash (pendrive), destinata al boot del sistema Linux su cui poggia.
Il software Open Sankoré in origine era un software proprietario, basato sul software Uniboard, sviluppato nel 2003 dall’Università di Losanna. Fu successivamente comperato da un ente morale di diritto pubblico francese, il GIPENA  che lo rese un progetto open source con licenza GPL . In seguito Sankoré è stato sviluppato grazie all'assessorato all'istruzione francese. Ha una semplicità estrema e una curva d’apprendimento veloce. È multi-piattaforma, scaricabile liberamente e gratuitamente ed in grado di lavorare con tutti gli hardware delle L.I.M. Come quasi tutti i software Open Source, Sankoré può contare su un supporto capillare e diffuso nel web che da una  parte ne consente un aggiornamento continuo e dall’altra offre al docente una serie ingente di lezioni o materiali disponibili per tutte le tipologie di scuole, dalla scuola d’infanzia all’università (anche se una parte consistente in lingua francese ed inglese). Testato sulle tipologie di hardware presenti nei nostri istituti scolastici,  non ha mostrato problemi d'incompatibilità. L'installazione del software è veloce e non da problemi nei vari sistemi operativi. La sua semplice interfaccia non deve ingannare, perché con la sua progressiva conoscenza si scopre che Open-Sankoré ha almeno le stesse funzionalità proprie agli software proprietari con in più una grande comunità del Web che offre un efficiente supporto.

 

 

3.1. La legislazione aiuta
Proprio l'8 gennaio 2014 è stata promulgata una circolare importante da parte dell'Agenzia per l'Italia Digitale.  La norma riguarda tutta la Pubblica Amministrazione, compresi naturalmente gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, la circolare è la 63/2013 . Nella Circolare vengono indicate le modalità di scelta del software. Senza entrare nei dettagli,  la circola obbliga gli istituti scolastici (addirittura non sarà più  possibile scegliere un software proprietario senza una valutazione comparativa, pena l'impugnabilità al Tar e la responsabilità amministrativa del Dirigente) all'adozione di software Open source. Solo in caso non esista (problema che non si pone quasi mai) software di tal tipo che espleti il compito richiesto si potrà ricorrere a software proprietario, ma solo ben documentandolo. Ciò significa che quanto affermato per ragioni tecnico-educative, riguardo all'utilizzo del software Open Sankoré, è a maggior ragione confermato dall'attuale legislazione italiana.

Bibliografia
http://www.osservatoriotecnologico.eu
http://www.bbc.co.uk/worldservice/sci_tech/features/health/tobaccotrial/....
http://open-sankore.
http://www.cndp.fr/crdp-nice/open-sankore-un-logiciel-pour-le-tni-et-les...
http://wiildos.wikispaces.com/Sankorè%3B+un+programma+per+la+lavagna.
http://wiildos.wikispaces.com/Pagina+iniziale.
http://it.wikipedia.org/wiki/Open-Sankor%C3%A9

_____________________________________________

[1] Lavagna Interattiva Multimediale
[2] Tecnologie dell’informazione e della comunicazione
[3] Nel 2002 l'azienda di tabacco RJ Reynolds venne multata di 15 milioni di dollari per aver passato campioni gratuiti di sigarette nel corso di eventi frequentati da bambini.
[4] Groupement d’intérêt public pour l’éducation numérique en Afrique.
[5] General Public License.

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Redazione di Valerio Giacomantonio

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