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E-learning 2.0: formazione social e partecipativa

Emanuele Pucci
Parole 2834 – 20.000 caratteri circa
TELESKILL
epucci@teleskill.net

ABSTRACT
L’evoluzione del concetto di e-learning incontra i nuovi modelli imposti dal web 2.0. La persona che apprende diventa sempre più centrale e protagonista della rete rispetto al tradizionale ruolo della docenza e dei contenuti e questo si riflette sulla formazione a distanza che diventa aperta, collaborativa in modo globale, condivisibile, partecipativa. Mentre le distanze tra mondo digitale e modo reale si accorciano, quelle tra docenti e discenti si annullano grazie alle straordinarie potenzialità delle nuove tecnologie dell’e-learning 2.0, attraverso modalità di interazione tra i diversi attori di volta in volta costruite in funzione degli obiettivi dell’apprendimento perseguito.

Curriculum vitae
Emanuele Pucci è laureato in Economia e Commercio presso la LUISS Guido Carli di Roma. Ha conseguito specializzazioni in Qualità Aziendale, Controllo & Finanza, Formazione ed è dottore commercialista, iscritto all’albo. Nella sua carriera ha sempre unito attitudini gestionali e operative, ricoprendo ruoli di responsabilità in progetti dedicati al mercato delle grandi aziende e della pubblica amministrazione. Tra le sue caratteristiche c’è la capacità di raggiungere traguardi ambiziosi in ambiti differenti: dal turismo alla finanza, dalla gestione documentale alla formazione, dall’innovazione tecnologica alla creazione di sistemi a valore aggiunto per le imprese. Dal 2007 ricopre la carica di Amministratore Delegato in Teleskill, società che dalla fine degli anni ’90 si occupa di sviluppare soluzioni informatiche per l’e-learning partecipativo, con sedi a Roma, Milano e Londra, un’azienda che oggi collabora con clienti di ogni dimensione in Italia e nel mondo.

 

 

1. Definizione di e-learning

La mia definizione di e-learning è semplice e coincide con la mia visione degli strumenti informatici che si utilizzano per formarsi. Sono fortemente convinto che l’e-learning, non debba inventarsi nulla dal punto di vista formativo, ma solo replicare telematicamente qualcosa che esiste da moltissimi anni, ovvero la formazione e l’apprendimento classico, quello che utilizzava Socrate, per intendersi. Oggi si può. La tecnologia utilizzata per formarsi, deve solamente essere considerata come un fattore facilitatore per agevolare l’utilizzo di strumenti (device) elettronici decisamente più agevoli, ad esempio a sintetizzare dati di fruizione in modalità elettronica, ma in seguito capiremo altri vantaggi, ma non deve in nessun modo alterare il processo comunicativo e di apprendimento che si utilizza da sempre. Ecco perché a mio giudizio l’aula virtuale, unita a meccanismi e tecnologie social, possono davvero simulare ciò che avviene da sempre in un’aula fisica, con la lezione (aula virtuale), i gruppi di lavoro (comunità di pratica e condivisione dei documenti per il lavoro collaborativo), la biblioteca (mediateca e digital library), lo scambio di idee tra i discenti (il forum e videoconferenza), sessioni plenarie (Webinar), etc.. E’ un errore, a mio parere, pensare che animazioni, giochi di ruolo, e altri strumenti utilizzati, possano sostituire il ruolo del docente, il suo carisma, la sua capacità di tenere l’aula, ed ovviamente la possibilità, dei discenti, di poter intervenire, oltre che per fare domande, anche per intervenire nel corso della lezione per dare la propria pillola di saggezza alla comunità di utenti presenti in quel momento in aula virtuale. L’interazione, appunto, credo che sia la base della formazione moderna. Non possiamo più parlare di trasferire conoscenza da chi sa a chi non sa, ma si deve puntare all’apprendimento collaborativo, possibilmente con dinamiche social, che permettono alla classe (virtuale) di avvicinarsi sempre di più a vere e proprie comunità di pratica.

1.1. Trasformazione della definizione di e-learning in base ai nuovi scenari del web 2.0 e ai cambiamenti nelle organizzazioni dovuti alle nuove tecnologie della comunicazione
l web muta e cambia con rapidità vertiginosa. L’intera società ne viene trasformata: oggi la rete, il web sono entrati profondamente nel quotidiano, nella vita delle persone, dei consumatori, degli utenti e con altrettanta forza nella sfera d’azione delle imprese commerciali. Mondo reale e mondo digitale non sono universi separati, ma vasi comunicanti che scambiamo e si modificano costantemente. Due sono i fenomeni rilevanti nell’utilizzo della rete, codificati e analizzati dagli esperti di marketing e comunicazione. Il primo è chiamato “always on”, e sintetizza un’utenza sempre più connessa con i diversi dispositivi: pc, smartphone, tablet e quindi sempre più in relazione con le comunicazioni digitali, dell’azienda. Il secondo elemento è “everyone is a media” un modo di dire che sottolinea che ogni utente, se adeguatamente coinvolto, diventa un distributore di contenuti formativi ed informativi, insomma di comunicazione digitale.
Queste trasformazioni hanno generato l’esigenza di un e-learning più facilmente gestibile e aggiornabile, integrando le competenze di docenti e utenti. Esiste in rete il desiderio di condividere le proprie competenze, di creare dei sistemi formativi, con la semplicità con cui si crea un nuovo gruppo Facebook o si aggiorna la pagina di un blog. La definizione si evolve, quindi, ed assume nuove denominazioni: open e-learning, social e-learning, oppure come preferiamo noi addetti del settore, e-learning 2.0. Una delle chiavi del successo in un progetto di e-learning, ad esempio all’interno di una azienda, è quello di ricondurre ad obiettivi aziendali modalità di interagire on-line oramai acquisite e quotidianamente utilizzate per finalità di interesse personale e di divertimento. Saper promuovere e realizzare il cambiamento nelle organizzazioni è sempre stato fattore indispensabile di successo e spesso di sopravvivenza. Darwin ci ricordava che a sopravvivere non saranno né gli esseri più grandi, né quelli più forti, ma solamente quelli più capaci di adattarsi al cambiamento.
Fare cambiamento nelle organizzazioni è oggi però sempre più difficile, sia per la velocità dei mutamenti del contesto esterno, sia perché le nuove tecnologie di comunicazione hanno indotto innovazioni radicali nel modo di relazionarsi tra loro delle persone modificando anche la percezione, le regole e le modalità dell’interazione sociale, anche all’ interno delle organizzazioni. Il fine è riuscire a far sì che l’interazione sociale porti una messa a fattor comune le pillole esperienziali di ogni persona, per creare valore nella propria organizzazione. L’eccellenza del singolo in un certo contesto di riferimento, le sue conoscenze e competenze in dettaglio su un argomento specifico, messa insieme alle specifiche eccellenze dei singoli contributi degli altri utenti, si rappresentano come un libro in cui le singole pagine sono scritte una per una dai lettori che contribuiscono in modo eccellente alla propria pagina. La somma di piu’ contributi formativi d’eccellenza è pari al prodotto.
Nell’azienda che dirigo, chiamiamo e-learning 2.0, una modalità di formazione a distanza in cui docente e discente entrano in una relazione collaborativa, partecipativa. Il docente si occupa di organizzare i contenuti formativi, il percorso, che può anche essere misto (“blended 2.0”), composto cioè da corsi e-learning tradizionali (WBT SCORM registrati) e da classi virtuali in diretta. Il discente ne usufruisce, ma non è più passivo: può esprimere un gradimento sui contenuti tramite sondaggio, rispondere a questionari in diretta tracciati, può accedere ai forum creati per ogni corso e dialogare con insegnanti e colleghi, può condividere sui social network contenuti formativi, può usufruire di webinar realizzati magari solo per studenti con esigenze particolari. Anche la classe virtuale, nell’e-learning 2.0, è del tutto interattiva e costituisce una fedele replica telematica di una lezione tradizionale. Con questo, intendo la possibilità di fare domande in tempo reale, di condividere documenti, eseguire esercizi, lavorare “a più mani” su un unico documento, reperire testi dalla Mediateca del corso. E ancora: la possibilità di registrare autonomamente classi virtuali o video-lezioni del docente e trasformarli automaticamente in corsi SCORM, utili quindi per essere inseriti da subito nel Learning Management System. e.learning 2.0 si puo' realizzare solo se hai una piattaforma tecnologica che ti consente di costruire facilmente e in modo flessibile la modalità di interazione delle persone tra loro e con i contenuti che è più idonea ad agevolare per l'apprendimento efficace e la creazione di nuovo sapere attraverso la condivisione del sapere di ciascuno.
2. E-learning 2.0. Caratteristiche distintive
L'e-learning 2.0 integra in un unico percorso formativo attività e-learning tradizionali con attività interattive svolte in sincrono (“blended 2.0”). Con un nostro applicativo chiamato Teleskill Live realizziamo filmati di eventi formativi (registrabili in formato SCORM) che possono essere integrati in qualunque LMS. Ogni contenuto viene condiviso tramite una classe virtuale che replica fedelmente quanto avverrebbe in una lezione “in presenza”. Il tutto con una estrema semplicità di aggiornamento. Questo restituisce centralità al docente e alla qualità del contenuto.
Questo tipo di formazione “blended” è molto utile per l’apprendimento collaborativo, per le comunità di pratica e per quella che noi chiamiamo wiki-experience, ossia un contenuto formativo che consenta condivisioni di ogni genere: dalla scoperta individuale brillante e originale alla best practice consolidata e diffusa. Il contenuto deve essere inoltre riconoscibile come una rappresentazione facile, efficace e comprensibile (“video-pillola multimediale”). La comunicazione deve essere immediata permanente, sempre accessibile a tutti gli addetti. Deve inoltre essere possibile la ricerca selettiva della risposta più mirata (motore di ricerca interno) e ci dev’essere la possibilità di una valutazione del valore creato.
Appare evidente, quindi, che l’essere aperto, circolare, aggiornabile, commentabile, editabile caratterizzano questa modalità di apprendimento come una vera e propria piattaforma di social (e-)learning che può ospitare corsi, classe virtuale, webinar, forum, mediateca, comunità di pratica, sondaggi, e offre piena integrazione con il sito aziendale e completa interazione con i social network tradizionali dell’utente. La piattaforma permette ai discenti (un numero anche molto vasto di account) di fruire senza limiti spazio/tempo di contenuti multimediali personalizzati, anche dal proprio tablet. In pratica, consente di creare un unico “centro informativo/formativo” a disposizione degli utenti, in un’ottica di comunicazione unificata.
Ulteriore caratteristica distintiva è la possibilità di supportare con dati oggettivi il sistema di Performance Management attraverso il monitoraggio del “livello” e della “qualità” di apprendimento dei propri discenti. Questi dati, aggregati e analizzati, sono inoltre utili per raccogliere feedback relativi a nuove iniziative o corsi. Per quanto riguarda l’utente lo aiuta a organizzare il proprio know-how razionalmente e a rendersi più autonomo riguardo all’offerta formativa.

Un esempio di classe virtuale con tracciamento dei questionari visualizzabili direttamente in LMS

2.1. Condivisione, interazione intesa come partecipazione, collaborazione, gradimento per la creazione di nuova conoscenza
Il concetto cardine dell’e-learning 2.0 è quello di creare molteplici flussi di scambio tra l’informazione ”chiusa” di un corso on line e i mondi esterni. In quest’ottica, un corso, un documento della Mediateca, un video dovrebbero poter essere facilmente condivisi, in ogni momento, sui social network dell’utente. In tal modo una lezione on line riesce a comunicare, coinvolgere, attrarre altri possibili utenti e possibili target attuali o futuri. Non è estraneo a questo concetto di condivisione la possibilità di ospitare tasti “mi piace” o gradimento delle risorse della mediateca: gli utenti devono poter esprimere un voto (in una scala da 1 a 5 rappresentata graficamente con palline/stelline) al contenuto pubblicato in Mediateca. Tutto questo è possibile nel LMS di Teleskill, ma anche in molti altri LMS proprietari e open source.
L’inserimento forum di classe nei corsi è un ulteriore elemento social che può rendere ancora più efficace il percorso di apprendimento. Per ciascun corso può essere disponibile un forum di classe visibile solo agli iscritti al corso e accessibile direttamente dal percorso formativo, in cui discutere direttamente delle tematiche di apprendimento. Sarà anche possibile inserire nel testo del messaggio un link di youtube con la visualizzazione della miniatura del video. Anche qui una funzione “sondaggio” consentirà di valutare l'utilità del messaggio letto esprimendo un sì/no alla domanda "Ti è stato utile il messaggio?". Sotto ogni messaggio ci sarà l'indicazione del numero di persone a cui il contributo è stato utile.
Accanto alla foto dell'autore del messaggio sarà presente il numero di messaggi che ha pubblicato in totale in piattaforma e un rating che indica "l'utilità" dei messaggi pubblicati.
Il social learning si configura come una sorta di “palestra” dove gli utenti possano allenarsi, aiutandosi reciprocamente, nella creazione di conoscenza competitiva nel mercato mondiale. In cui “giocare” per formarsi in maniera collettiva.
La realizzazione di un serious game a forte impostazione sociale introduce uno stimolo alla partecipazione dei discenti sia in veste di fruitori dei contenuti didattici (con possibilità di esprimere la loro valutazione) sia in quella di autori che caricano i propri contributi in piattaforma e ricevono il giudizio altrui.
Gli studenti/autori assumono così diretta responsabilità dello sviluppo della conoscenza della comunità esprimendo la loro continua valutazione sul percorso intrapreso.
Se dal punto di vista tecnologico esistono società, come Teleskill ad esempio, che progettano e sviluppano soluzioni informatiche per consentire tutto questo, dal punto di vista aziendale o universitario, occorre, prima di introdurre queste nuove tecniche di e-learning collaborativo, incentivare con premi, gare a premi, o altro, la creazione di pillole di contenuti da parte dei partecipanti a una comunità, favorendo la collaborazione tra gli utenti e valorizzando le eccellenze di ognuno nel proprio campo di conoscenza.
Gli utenti devono sentirsi parte di una comunità e desiderare, avere bisogno di contribuire alla crescita della propria comunità di persone. Devono pensare: “se regalo parte della mia conoscenza tacita, ne posso ricevere altrettanta!”.

3. Quali strumenti informatici utilizzare
Primo fra tutti un LMS, di tipo open source o proprietario, che deve possedere logiche social e interattive e una forte integrazione con un software di webconferencing che può essere utilizzato in classe virtuali, webinar informativi / formativi, webroom, project work, collaborazioni di gruppo, estensione della comunità di pratica o di un forum.
Sulla base delle convinzione e dei concetti espressi, Teleskill ha deciso di applicare il concetto di e-learning 2.0, oltre che alla propria piattaforma proprietaria, Teleskill LMS, all’LMS più diffuso al mondo: Moodle. Il modulo Teleskill e-learning 2.0, sviluppato per Moodle, e sviluppabile per ogni LMS Scorm, consente, infatti, di disporre dello strumento di formazione sincrona - Teleskill Live - all'interno della piattaforma LMS in maniera evoluta. Grazie alle A.P.I. (Application Program Interface) su tutte le funzionalità (accesso di tipo Single Sign-on, tracciamento della presenza effettiva tramite il pulsante “inizia lezione”, risultati dei questionari in diretta, accesso alla piattaforma di webconferencing all’interno del percorso formativo, piuttosto che dal forum o comunità di pratica,..) sviluppate per Teleskill Live, Moodle ottiene una classe virtuale completamente integrata nell’LMS, con la possibilità di: creare un percorso formativo blended (formazione on-demand e classe virtuale), entrambi facilmente organizzabili, con livelli di propedeuticità liberamente definibili, effettuare il caricamento automatico della registrazione della classe virtuale, anche in formato SCORM, in un pre-determinato percorso formativo e infine ottenere la scheda formativa dell’utente comprensiva dei tracciamenti delle statistiche di presenza in aula virtuale e nei corsi on-demand e i risultati cumulativi dei questionari in diretta e on-demand. Teleskill Live, è considerato come un’attività didattica della piattaforma LMS, e quindi riesce a generare un tracciamento unico insieme alle attività asincrone (WBT SCORM), sia della presenza in aula / WBT, che delle risposte ai questionari in diretta e dei questionari presenti nel percorso formativo, consentendo la creazione di una scheda formativa unica, completa e facilmente analizzabile.

Funzionamento del sistema Teleskill e-learning 2.0 con tracciamento unico delle attività

Teleskill e-learning 2.0 interpreta l’esigenza di molti utenti di adattare i propri strumenti formativi ai nuovi contesti social. Permette di creare autonomamente un percorso formativo e comunicativo “su misura”, per adattarsi a nuovi scenari di evoluzione e cambiamento. Teleskill e-learning 2.0 consente di ridurre (o azzerare) i costi della produzione dei corsi e ne favorisce l’interattività.
Le classiche comunità di pratica presenti negli LMS, inoltre, vengono arricchite da uno strumento di web-conferencing che consente di discutere on-line in diretta su temi di interesse per quel singolo gruppo di utenti. L’apprendimento collaborativo, infatti, è alla base dell’e-learning social. Con l’adozione di Teleskill Live all’interno di un LMS, sarà possibile ad esempio, aggiungere l’audio-video al normale post scritto, per aggiungere comunicatività al dialogo e quindi maggiore attenzione degli utenti per le competenze generate dalla collettività.
       
Esempi di lavoro collaborativo e votazione elettronica tracciata

3. Quali vantaggi ci sono con l’utilizzo dell’e-learning 2.0
Sinteticamente, la possibilità di aggiornare continuamente i contenuti grazie alle classi in diretta e alle registrazione automatiche in formato SCORM, un basso investimento per strutturare un progetto di e-learning, fondamentale soprattutto in materie dove il contenuto ha una veloce obsolescenza (non c’è investimento per la produzione di moduli formativi, essendo una auto-produzione), aumento della qualità del contenuto (dare voce al docente). Inoltre, il percorso formativo non è più individuale (classe virtuale interattiva) e, infine, la massima libertà di scelta e autonomia nella creazione del percorso formativo da parte degli organizzatori (nessun adattamento al contesto, ma alta possibilità di creare percorsi formativi personalizzati per i tipo di formazione e il tipo di discenti).


Registrazione evoluta delle sessioni di aula virtuale con scelta del lay-out (eliminazione delle finestre non utili alla visione on-demand, ad es. la chat, e produzione automatica del corso in formato SCORM (utilizzabile anche come sistema di auto-creazione di corsi SCORM) e conseguente caricamento nel percorso formativo del LMS.
Bibliografia
Bonaiuti G., E-Learning 2.0. Il futuro dell'apprendimento in rete, tra formale e informale, Centro Studi Erickson, Milano 2006
Trentin G., La sostenibilità didattico-formativa dell'e-learning. Social networking e apprendimento attivo, Franco Angeli, Milano 2008
Feuerstein R., LPAD. Learning Propensity Assessment Device. Batteria per la valutazione dinamica della propensione all'apprendimento, Centro Studi Erickson, Milano 2013
Alessandrini G., Formazione e sviluppo organizzativo, scenari a casi aziendale, Carocci 2005
Harward Business Review, Ideas con impacto, Dicembre 2012

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