Anno 2 - Numero 5
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La sostenibilità dell’eLearning
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Man mano che anche le università adottano sistemi di eLearning, sia per corsi in presenza assistiti (Assisted Learning o aLearning) che per corsi a distanza, emerge la necessità di stabilire dei parametri di qualità e di sostenibilità dell’eLearning.
Nel Convegno Nazionale del 26 novembre scorso, a la Sapienza – Università di Roma – il dibattito sul “Rapporto Omniacom 2008: le lauree a distanza in Italia” si è svolto proprio attorno a questo concetto di sostenibilità.
Perché un eLearning “sostenibile”? Non sarebbe sufficiente dire che l’eLearning deve essere efficiente ed efficace? Che in buona sostanza deve offrire un servizio di qualità? Pare di no, perché le casistiche ci dicono che sia le università “tradizionali”, quelle che hanno facoltà competenti, con docenti di ottimo livello e che offrono corsi in teledidattica, che le università telematiche, che tutto questo non ce l’hanno, che scritturano docenti, presidi, rettori proprio dalle università tradizionali, che offrono appunto corsi telematici, presentano comunque delle carenze (o talvolta degli eccessi) da una parte o dall’altra.
Vediamo allora che cosa intendiamo per sostenibilità dell’eLearning, concetto chiave su cui si basa proprio il Rapporto Omniacom 2008 che pubblichiamo questo mese, in questo numero di iGeL. l’eLearning nasce e si sviluppa con suoi criteri di validità e sostenibilità.
l’eLearning ha un principio di efficienza e funzionalità: la possibilità di “frequentare” un corso di studi nella sua completezza, senza doversi allontanare dal proprio posto di lavoro, grazie a sistemi affidabili ed ergonomici, a learning object ben progettati e costruiti, a servizi accurati e professionali tramite la rete.
Ma che deve avere anche un principio di efficacia, cioè la possibilità di garantire una “qualità” del corso e quindi delle competenze acquisite che deriva dalla competenza dell’istituzione che sta dietro, dai suoi esperti e docenti, dalla capacità di svolgere ricerche ed innovare.
Questi due principi devono essere alla base di un eLearning sostenibile, scevro da speculazioni e malintesi, in grado di garantire il proprio cammino. Senza esagerazioni che moltiplichino i costi, con le dovute economie di scala, ma con la qualità ed il rigore di una formazione di qualità.
Non ci dilunghiamo ulteriormente in aspetti teorici, perché il Rapporto Omniacom 2008 ritorna in concreto su questi principi e ne esemplifica alcuni.