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Scuola e social network

Paola Capitani
Gruppo websemantico

(redazione@giornalelearning.it)

ABSTRACT
Alcune riflessioni sui blog e i social network in un momento storico che assomiglia al Medioevo culturale e sociale, dove i valori sono in pericolose sacche. Proposte e suggerimenti per trovare vie di uscita, alla luce delle tematiche del convegno delle Stelline (Milano, marzo 2014) sul tema dell’utenza delle biblioteche nell’era dei social network che nasconde paurosi vuoti comunicativi.

Curriculum vitae

Insegnante e formatrice, consulente e autrice di articoli e saggi, pubblica in formato cartaceo e digitale con Biblioteche Oggi, FrancoAngeli, Garamond, Giovane Holden Griseldascrittura, Nicomp, Personae, Polistampa. Si è occupata di gestione di basi dati negli anni ’80 alla Biblioteca di Documentazione Pedagogica (www.indire.it), di formazione e consulenza fino al 2000 con Ifnia e poi Ifnet. Coordina il Gruppo Websemantico dal 2000 (http://gruppowebsemantico.blogspot.it) e gestisce vari blog tra i quali http://chifacosacomedove.blogspot.it). Coordina la compagnia amatoriale del Nuovo Cocomero che opera in Residenze Assistite e scuole. Collabora con la Banca del Tempo di Borgo San Lorenzo e con l’Associazione Conoscere Firenze.

1. Premessa

Nel millennio della comunicazione assistiamo a spaccati che ci lasciano sbigottiti, soprattutto noi che abbiamo ormai una età da rottamazione e non comprendiamo come mai per dialogare, apparentemente, si debba far parte di determinati gruppi on line, senza i quali pare non si possa più avere uno scambio comunicativo. Ed ecco che ci si trova catapultati in spazi che condividono emozioni, foto, idee, pensieri, immagini, ma il tutto solo apparentemente e fugacemente. Trovare in queste bacheche virtuali “mi si è rotta la lavatrice, “sono arrabbiato..”  e così via sembra, come ha detto giustamente Marco Travaglio “di leggere i messaggi scritti nei bagni delle autostrade”.
   Il gusto, il rispetto, la classe, l’educazione: concetti superati e soprattutto, la carenza di cultura e di conoscenza nel senso classico del termine, ma solo un superficiale e apparente scambio di idee, almeno fossero tali.
   Una diffusa cialtroneria ha allagato tutti i mezzi di comunicazione : giornali, radio, televisioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e un dibattito è una rissa, una parolaccia intervalla in modo invasivo alcuni rari concetti e “gestire e accedere all’informazione e alla cultura” sono obiettivi difficilmente raggiungibili. Nel Terzo Millennio, tecnologico e comunicativo, a suon di reti e di bit, mancano ancora insegnanti in grado far interagire tra loro studenti e canali comunicativi, non ci se non si”tagga” o si ”linka” siamo out e solo con il social network non si dialoga con figli e nipoti.
    Prestigiatori e illusionisti,  imbonitori da fiera cercano di annientare i pochi neuroni ancora superstiti per cui occorre difenderci con la sola rete possibile, ma soprattutto con quelle neuronali che possiamo gestire da soli e funzionano a dovere solo se cerchiamo di vedere lontano, con discernimento, logica e senso critico costruttivo senza farci imbrigliare in giochetti tipo “carta vince carta perde”, che nonostante tutte le tecnologie e le comunicazioni di massa. continuano a mietere vittime anche nelle metropoli più smaliziate. 
  La citazione di Fernando Pessoa “Un uomo potrebbe, se possedesse la vera saggezza, godere dell’intero spettacolo del mondo da una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, solo con l’uso dei sensi e con un’anima incapace di essere triste” riporta il contenuto sull’individuo e sulla sua consapevole maturazione, sulla conoscenza, che lo fa partecipe di un sistema o di una rete, anche se non fisicamente presente e materialmente visibile. La partecipazione è ben altro dalla presenza fisica, e poggia proprio sulla consapevolezza di far parte di un gruppo, di un insieme, di un sistema, con obiettivi, regole e criteri riconosciuti e riconoscibili, condivisi e stabiliti, in una democratica reciproca partecipazione.
   Nel libro di Franco Ferrarotti Un popolo di frenetici informatissimi idioti (Chieti, Solfanelli, 2012) “...la situazione dei nativi digitali, non più educati alla cultura della lettura analogica, ma invasi e succubi della cultura dell’immagine, immediata, priva di passato e di futuro, dove le informazioni pletoriche non sono filtrate dal sapere riflesso nella memoria storica che si perde. Il web con la sua straripante ricchezza informativa è il primo responsabile di questa privazione di concentrazione critica, di memoria, di responsabilità individuale”.
   Nel libro di Francesco Tissoni L’editoria multimediale nel nuovo web, (Milano, Unicopli, 2010) “nella facilità di interfaccia e nella velocità di ricerca si nasconde la trappola della scarsa pertinenza e della poca attendibilità dei risultati.,, Le nuove forme del web cercano di superare questa primigenia passività. Il web2, che include i vari social network, i blog… si propone di sfruttare l’intelligenza collettiva, senza una catalogazione vera e propria, ma con semplici tag apposti dagli utenti … Si arriva così al web semantico: una infrastruttura pensata per il recupero intelligente delle informazioni dove i dati vengono messi in relazione tra loro, attraverso metadati e ontologie, mappe mentali, tutto un sistema di organizzazione del flusso informativo della rete, che però fa fatica a svilupparsi … Gli operatori  “consapevoli” dell’informazione devono farsi carico di educare, formare, istruire all’uso delle nuove tecnologie …. Il male non è nello strumento ma nella mano di chi lo usa … anche attraverso i libri si possono veicolare sciocche amenità o ideologie perverse,.. il punto più avanzato ci sembra il library 2.0. Il mondo delle biblioteche che per primo ha sfruttato la rete per costruire il catalogo nazionale on line (http://www.sbn.it/opacsbn/opac/iccu/free.jsp)”.

2. Il Gruppo Websemantico
    La rete, concetto ancora carente nel sistema tecnologico attuale, dove  tutti possiamo avere una dignità e un ruolo, un compito e una missione … nell’area della scienza dell’informazione la formazione professionale ha uno spessore comune di tipo generale e delle specializzazioni nelle diverse aree disciplinari. I “gestori della conoscenza” (knowledge manager), condividono le stesse discipline di base, oltre ai professionisti specializzati (bibliotecari, archivisti, documentalisti, addetti a uffici stampa). Per questi operatori sarebbe auspicabile un curricolo base comune sul quale  inserire successive specializzazioni derivate, se possibile, da esperienze consolidate esistenti nello scenario internazionale, con il quale confrontarsi e soprattutto interagire.
     Il valore della rete è il gruppo, punto di forza di qualsiasi progetto, in quanto nel gruppo si trovano le risorse, le occasioni e le modalità di confronto, le esperienze, i punti di vista differenti che portano ad un arricchimento della conoscenza –  multietnica, multilinguistica, multirazziale – tipica della rete e del web, utenza privilegiata del nostro servizio informativo e formativo e obiettivo del Gruppo web semantico, che da oltre tredici anni lavora con questi principi e questi metodi.
    A gennaio 2013, presso la Biblioteca delle Oblate, a Firenze, la tavola rotonda dei partecipanti e sostenitori, non solo per presentare il nuovo ebook, edito da Garamond, “elearning, epublishing  e teatro d’impresa” (2012), ma anche lavorare sul progetto di elearning nel settore dell’information literacy. The National Forum on Information Literacy definisce *information  literacy* as “...the ability to know when there is a need for  information, to be able to identify, locate, evaluate, and effectively  use that information for the issue or problem at hand.” ^[1]
<http://en.wikipedia.org/wiki/Information_literacy#cite_note-NFIL-1>
^[2] <http://en.wikipedia.org/wiki/Information_literacy#cite_note-2>
(Abilità di sapere quando c’è bisogno di informazione, essere in grado di identificare, collocare, valutare e usare efficacemente l’informazione per il problema esistente.
       A number of efforts have been made to better define the concept and  its relationship to other skills and forms of literacy. Although other educational goals, including traditional literacy, computer literacy  <http://en.wikipedia.org/wiki/Computer_literacy>, library skills, and ..
    Nella tavola rotonda del 14 febbraio 2014, presso la Biblioteca delle Oblate a Firenze, i temi sono stati “concetti: partecipazione e cohousing.
   La partecipazione è la regina di ogni rete e processo comunicativo mentre il cohousing introduce una nuova modalità di vita che forse potrebbe dare una mano alle famiglie oggi inesistenti e ai baratri terminologia e traduzione”, “editoria tradizionale e editoria elettronica”, “elearning” ma anche due nuovi esistenziali dei single e della terza età, per non parlare dei bambini, spesso solo parcheggiati in solitudini comunicative che li precipita nei blog e nei social network
  Il vero problema: coinvolgere le persone a collaborare.. tutti sempre pronti a criticare e aggredire, ma raramente disponibili a dare una mano, nel rispetto di divergente e particolarità. Come diceva Gandhi.. “se vuoi cambiare il mondo comincia da te …”

3. I social network
  Una premessa su un paio di concetti da considerare con molta attenzione: il dowshifting e il simple living.
Andando in alcuni network a spigolare ci si rende conto che il desiderio non è quello di comunicare ma di mostrare, non di instaurare rapporti ma sparpagliare notizie e foto, citazioni e aforismi senza preoccuparsi di chi poi effettivamente leggerà e magari risponderà al messaggio proposto e alla foto inviata.
   Si trovano banali affermazioni e peggio parole non fini ed educate che ormai fanno parte del lessico condiviso, e addirittura usato dai nostri rappresentanti che ne fanno largo uso, pena quella educazione e quel rispetto che noi ormai da rottamare siamo abituati ad usare e condividere.
   Come scriveva JohnNaisbitt nel 1982 (Megatrends)”La sfida più formidabile sarà istruire la gente a lavorare nella società dell’informazione. Vi saranno posti di lavoro a disposizione ma chi possiederà le competenze ad alta tecnologia per ricoprirli? Non i laureati di oggi che non sanno maneggiare la semplice aritmetica né scrivere l’inglese elementare… il nuovo credo è basato sulla fiducia in se stessi e sulla iniziativa locale…Stiamo cominciando ad abbandonare le gerarchie che funzionavano bene nell’era industriale centralizzata. Al loro posto siamo introducendo il modello reticolare di organizzazione e comunicazione che ha la sue radici nella formazione naturale, spontanea ed egualitaria di gruppi della stessa opinione. I reticoli ristrutturano il potere e il flusso di comunicazioni è di tipo orizzontale… Sarà il computer stesso distruggere la piramide gerarchica: quando è il computer a seguire le informazioni sulle persone e le attività, a una società  non servono più le gerarchie.” “…Con l’avvento della società dell’informazione l’economia si basa su una risorsa chiave che  non solo è rinnovabile ma si riproduce da sé”. “Stiamo affogando nelle informazioni, ma siamo affamati di conoscenza”.
    Ormai le reti e i sociali network pullulano in ogni dove ma il criterio che dovrebbe essere diffuso e sostenuto sarebbe quello della partecipazione e del rispetto, della collaborazione e della interazione mirata all’utenza e in grado di essere facilmente usata e distribuita.
   Ancora nel millennio della comunicazione e delle informazioni si boccheggia per dati carenti e confusi, per iter bizantini e complicazioni incomprensibile. L’informazione deve essere semplice, facile, corretta e gratuita..Ma purtroppo siamo quotidianamente di fronte a percorsi contorti e informazioni fuorvianti.

    Due concetti che dovremmo seguire nel percorrere il metodo delle reti e della interazione quello basilare del downsfhifting e dello slow living: riflessioni e suggerimenti per vivere meglio senza troppi vincoli e pesantezze, alleggerendo quanto può essere eliminato o ridotto. Un filosofia di vita che negli Usa è seguita da vari anni ma che da noi pare non attecchire vista la gamma di inutili orpelli di cui ci circondiamo nella nostra vita quotidiana e degli obblighi inutili che ci soffocano impedendoci di vivere l’attimo fuggente.
   Gli opinionisti e gli interventi riportano la difficile congiuntura economica e la carenza di posti di lavoro e di occupazione per cui pare che imprenditoria e fai da te siano i nuovi slogan da fornire ai giovani in carca di lavoro, ma con il suggerimento di creare sinergie, di avere conoscenze e contatti utili e significativi e ovviamente un finanziamento.. accedere alle borse e ai bandi, ecco un'altra linea da seguire per trovare quella soluzione necessaria non solo per sopravvivere ma anche a trovare un inserimento che sia di soddisfazione.
Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola. L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, E’ saper convivere con la propria paura, non farsi condizionar dalla stessa. Il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggi, è incoscienza” Giovanni Falcone

4. Glossario di riferimento
Blog. Generati da una sola persona e da un gruppo definito di collaboratori in grado di inserire propri contributi e di aprire, a propria discrezione, lo spazio a commenti esterni, anche moderati. Contiene notizie raccolte in categorie, descrizioni di eventi, diari personali, materiale grafico, audio e video
Facebook, collega studenti universitari tra loro, utilizzato da gruppi di studio e di lavoro, composti da  vari utenti del mondo dell’informazione per dare visibilità alla proprie iniziative e per comunicare direttamente.
Google Talk, Skype e Twitter, simili e facilmente sovrapponibili e l’uno non esclude l’altro. Talk consente la comunicazione con altri utenti di Google sia tramite chat, che con video-chiamata, mentre Skype consente le stesse funzioni con tutti gli utenti iscritti a questo social network.
Twitter consente di inviare e ricevere brevi messaggi tramite telefono cellulare.
Linkedin creazione del proprio profilo professionale, qualcosa di più di un semplice curriculum vitae. Una opportunità di auto-promozione per rendere visibili e pubblici requisiti e competenze professionali.
YouTube e Vimeo. ambienti in cui i creatori di video possono depositare e condividere i propri, dove sono comunque protetti da copyright. Utilizzabili per la didattica sono estremamente utili anche per la promozione della biblioteca, dei suoi servizi e per altre necessità. YouTube è stato utilizzato come video blogging per video didattici.
Wiki. In Wikipedia: “Un wiki è un sito web (o comunque una collezione di documenti ipertestuali) che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di aggiungere contenuti”. Chi non ha utilizzato almeno una volta Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Main_Page.
WordPress.com consente di utilizzare Wordpress come blog, ad accesso libero, indipendente, il cui accesso non è vincolato ad un account Yahoo o Google. Non si tratta di un sito specifico per l’istruzione, ma la sua affidabilità è riconosciuta a livello mondiale.
In memoria della vecchia e affidabile posta elettronica che sta diventando sempre più un “ricettacolo” di annunci pubblicitari e di informazioni inutili che difficilmente si riesce a bonificare, nonostante sofisticati programmi di pulizia (spam). Forse occorrerebbe ridarle il suo ruolo e il suo compito per mantenere un veicolo e uno strumento difficilmente sostituibile (almeno ad oggi).
  Il suo più innegabile valore e l’unicità del destinatario (che in un panorama sempre più generico ha ancora il suo valore).  Si invia ad un preciso destinatario il messaggio pensato e creato per lui. Nulla vieta, tuttavia, che se ne voglio far partecipi altri utenti lo inoltri anche ad altri (resi palesi dal campo CC) o invece li invii in forma nascosta a destinatari che sono contenuti nel campo BC.

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Note Legali
 

Bibliografia
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Italia-UniMIB, 2007. http://www.iskoi.org/doc/euristica.htm
Bosch M., Ontologies, Different Reasoning Strategies, Different Logics, Different Kinds
     of Knowledge Representation: Working Together. Knowledge Organization, Ergon
     Verlag. 33(3) 153-159, 2006. ISSN . 0943-7444 Knowl.Org.
    Capitani P. (a cura di), Elearning, epublishing e teatro d’impresa (www.garamond.it) 2012
    Capitani P. e Rotta M. (a cura di),  Comunicare diversa-mente,    www.ebooks.garamond.it 2008
    Capitani P., Il knowledge management, strumento di orientamento e formazione per la
         scuola, l’università, la ricerca, il pubblico impiego, l’azienda, FrancoAngeli, Milano,               2006
    Capitani P., Gruppo semantica e terminologia nei portali - Gruppo interdisciplinare e
             multilingue, in Atti del Convegno Biblioteche digitali per la ricerca e la didattica:
               esperienze e prospettive, Università di Parma, 2003,
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    Capitani P., Scuola domani,FrancoAngeli, Milano, 2006.
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Metodi e tecnic he della facilitazione esperta. Coinvolgere, aiutare, attivare le persone e i gruppi nel lavoro, nei conflitti, nel sociale, 2013, Pisa University Press, 2013
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Rotta M., Bini M., Zamperlini P. Insegnare e apprendere con gli ebook. Dall’evoluzione della tecnologia del libro ai nuovi scenari educativi, Garamond, 2010
Social learning
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Testoni L., Ma non c’è già tutto su Google? Banche dati, biblioteche digitali, VRD e nuovi servizi web 2.0. Corso di formazione a Imperia
http://www.slideshare.net/ma-non-ce-gia-tutto-su-google-corso-aib-imperi...

Schirrmacher F., La libertà ritrovata come continuare a pensare nell’era digitale, Codice, Torino, 2010
Vitiello G., Il libro contemporaneo, Editrice Bibliografica, Milano, 2009
Web 2.0 e social networking. Nuovi paradigmi per la formazione a cura di A. Fini  e M.E.Cicognini, Erickson,Trento, 2009

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