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Il progetto Chimera: un supporto all'università per combattere il deficit culturale

Omniacom lancia il progetto Chimera in collaborazione con Wbt.it.

Il progetto vuole coinvolgere le università italiane confederandone gli sforzi di sperimentazione e di ricerca sulla didattica dei corsi online. Una collaborazione che permetta di raggiungere una massa critica tale da permettere economie di scala, miglioramento della qualità dei contenuti e dei servizi. Per questo Omniacom mette a disposizione degli atenei la propria tecnologia e la propria esperienza di eLearning, affinata in tanti anni di attività e in centinaia di progetti in Italia e all’estero, a partire dal caso di eccellenza dei corsi online dell’Università di Ferrara.

La premessa

Secondo una analisi della CRUI[1] in Italia solo 11,5% della popolazione tra i 25 e i 44 anni ha una laurea. La scuola italiana si presenta cosi come un servizio dove è facile entrare e molto difficile uscire con una certificazione finale in tasca. Dal rapporto Omniacom 2007 sulle lauree online[2] risulta una composizione della popolazione di questa tipologia di studenti molto orientata al mondo del lavoro. Solo il 19% è in età "scolare" (nel senso che si iscrive al corso di laurea come diretta conseguenza del termine del ciclo dell'istruzione superiore), il 43% ha più di 26 anni ed il 28% più di 30 anni.

Grafico 1 - Iscritti per fascia di età nei corsi di laurea online dell'Università di Ferrara

Inoltre alle lauree online accedono soprattutto studenti lavoratori, se consideriamo che solo il 24% fa lo studente a tempo pieno e che il 40% ha un lavoro a tempo pieno.

Grafico 2 - Studenti lavoratori nei corsi di laurea online dell'Università di Ferrara

L'Italia è forse l'unico paese in Europa dove sono nate ben 11 università telematiche e dove di fatto non esiste una vera università a distanza. Le metodologie, gli strumenti, l'organizzazione della didattica, persino talvolta la gestione amministrativa rimangono quelle dell'università in presenza, costringendo spesso gli studenti lavoratori ad assurdi pendolarismi per adempiere agli obblighi burocratici.

In questo scenario non del tutto edificante qualcosa sta lentamente cambiando e i servizi web stanno dando una mano. Spesso molte pratiche amministrative (immatricolazione, pagamento delle tasse, iscrizione agli esami, certificazione, ecc.) possono essere gestite online negli atenei più organizzati. Alcuni hanno anche dato vita a strutture specializzate per affrontare le nuove problematiche della didattica online. Tuttavia l'apprendimento online solo in pochi casi si distingue come un processo di qualità. In molti casi studiare a distanza vuol dire disporre di infrastrutture modeste e di servizi inadeguati. Spesso lo studio a distanza si risolve nel vecchio "studiare sui libri". Il libro rimane il punto di riferimento di tutta la didattica, ma lo studio online deve prevedere servizi sostitutivi alla lezione in presenza: sistemi di eLearning, materiali didattici guidati, lezioni online, consulenza sincrona e asincrona per guidare lo studente nel suo processo di apprendimento.

Si mormora anche che alcune nuove università facciano dello studio a distanza un commercio di titoli, ma questa è un'altra storia.

Una delle cause di questo stato di cose è l'estrema polverizzazione delle strutture di eLearning. Nel 2006 su 45 atenei che promuovevano con diversi modelli formativi lauree online ben 41 avevano costituito un proprio centro di ateneo per l'eLearning, e comunque tutte operano con strutture proprie. Se questo da un lato garantisce una migliore gestione interna dell'attività dall'altra crea un atteggiamento di chiusura verso l'esterno.

Infine un'ultima considerazione va alla scarsa capacità degli atenei italiani di attrarre studenti dall'estero, solo il 4,3% rispetto ad altri paesi europei che hanno pari problemi ma percentuali di incoming di molto superiori[3]. A questa scarsa capacità si aggiunga anche la non attenzione verso i paesi delle aree più vicine, come il bacino del Mediterraneo, che pure presentano un'alta domanda di formazione specializzata. In entrambi questi casi una struttura di eLearning adeguata e matura potrebbe svolgere un importante ruolo di supporto e diffusione.

Il progetto Chimera

La Chimera, creatura mostruosa della mitologia greca, è nella nostra società l'immagine del sottosviluppo e del deficit culturale che l'affliggono. Il progetto vuole supportare l'università per facilitarne la distruzione.

L'avvio di una struttura in grado di offrire servizi didattici online adeguati alle aspettative degli studenti richiede oggi una logica privatistica, con la messa a punto e l'erogazione di servizi di tipo non strettamente accademico, che mal si conciliano con gli ultimi orientamenti pubblici contenuti nelle leggi finanziarie e nelle direttive ministeriali.

Il Consorzio Omniacom (www.omniacom.org) ha avviato da diversi anni una struttura di servizio specializzata nei servizi di eLearning. Dal 2005 ha dato vita al CERTE (Centro Ricerca e sviluppo per le Tecnologie dell'Elearning) e in convenzione con il polo universitario di Argenta (FE) gestisce servizi online per l'Università degli Studi di Ferrara e per altre università.

Una continua attività di ricerca e sviluppo ha permesso di mettere a punto strumenti (piattaforme di eLearning, strumenti di gestione della conoscenza, analisi delle competenze, strumenti di helpdesk), contenuti (learning object e unità editoriali) e soprattutto metodologie per un ciclo completo di qualità che parta dal primo supporto alle attività d'aula per arrivare alla gestione automatizzata di interi progetti internazionali. Omniacom infatti opera tramite i suoi partner in molti campi della formazione online anche per le imprese e la pubblica amministrazione sia in Italia che all'estero.

Il Consorzio ha avviato un'ampia attività di confronto e consultazione con le università leader del settore per meglio comprendere le problematiche e dibattere sulle possibili soluzioni.

La consapevolezza dell'isolamento in cui operano le nostre strutture nazionali ha convinto ilConsorzio ed i suoi partner a promuove il "Progetto Chimera": Omniacom[4] mette a disposizione gratuitamente di tutti gli atenei che vogliano partecipare alla sperimentazione i propri strumenti (un sistema di eLearning completo) e la consulenza per l'attività di "start up". Inoltre rendendosi conto che il problema non è solo tecnologico, ma anche organizzativo e amministrativo, il Consorzio si rende disponibile a considerare la partnership con altre strutture pubbliche o private che vogliano creare una rete di servizi integrata. L'adesione al progetto Chimera da parte delle singole università è regolata da apposito protocollo di intesa per un comodato d'uso che non vincola l'Università in alcun modo né economicamente né organizzativamente.